Mercoledì, Ottobre 10, 2012

Giuseppe Gianolio: soluzioni semplici a problemi complicati

StoreMat - Prodotti per l'edilizia

Perché il tetto, come la vita, è un puzzle di incastri

Il 13 ottobre 2012 Vass Technologies, azienda in provincia di Torino che produce tetti modulari high tech, compie due anni. Nata sul modello americano delle "family and friends", recuperando tra parenti e amici le risorse economiche per l'avviamento, è stata creata da Giuseppe Gianolio, giovane ingegnere elettrico con PhD presso il Politecnico di Torino. Che, come spesso accade in Italia, ha nel suo Dna quel pizzico di genialità, intuizione e riservatezza che danno origine a sorprendenti mix. Azienda il cui nome è l'acronimo del latino "Verae amicitiae sempiternae sunt", le vere amicizie sono sempre eterne… Azienda selezionata dalla University of California of Los Angeles, la famosa UCLA, come "case study" per gli studenti del MBA…

 

Fino a dicembre 2012, cinque studenti del Master in Business Administration lavorano a un piano di espansione internazionale per Vass Technologies: perché?

 

Giuseppe Gianolio. «Da 15 anni l'università della California, in particolare l'Anderson School of Business Management, organizza questo master per persone che già lavorano e hanno in media 30 anni. Persone che decidono di investire tre anni e 110 mila dollari per fare questo corso di gestione aziendale. L'ultimo semestre è basato sullo sviluppo di un business plan aziendale di società scelte in tutto il mondo. Quest'anno ne sono state selezionate 55. Il tema assegnato è "come un'azienda forte a livello nazionale può diventare internazionale". Noi siamo stati a Los Angeles a giugno e ora loro sono da noi a Carmagnola. È sempre un team eterogeneo. Noi, per esempio, ci confrontiamo con due ingeneri, un'esperta di finanza, uno di marketing e uno del settore bancario. Lavorano assieme e con noi. Ci si accorda su un tipo di mercato, a livello geografico e come tipo di applicazione. Noi abbiamo scelto gli Stati Uniti e con loro vediamo se, come, a quali condizioni l'azienda può diventare internazionale e aprirsi al mercato statunitense».

 

Tetti modulari high tech: da dove arriva l'ispirazione?

 

G. G. «Ho un percorso che non appartiene all'edilizia. Ho iniziato nel mondo della ricerca. Dopo il dottorato con l'attuale ministro dell'istruzione, Francesco Profumo, ho lavorato a Envipark come direttore di un laboratorio di ricerca applicata. Nel 2005 ho fondato con alcuni soci la Electro Power System che si occupa di gruppi di generazione di idrogeno. A settembre 2011 è stata nominata "Technology Pioneer 2012" ed è la prima azienda italiana a ottenere il riconoscimento del World Economic Forum di Davos. In quel periodo mi sono dovuto dedicare a faccende private come il tetto di casa, i cui lavori erano programmati in estate. Mi sono ritrovato a confrontarmi con modalità costruttive obsolete, mirate solo alla protezione dalle intemperie, lontane anni luce dalle potenziali funzioni di oggi. Tanto più in considerazione del fotovoltaico. Mi sono occupato di bandi e mi sono accorto che più di metà del valore dell'investimento è legato all'installazione, cosa che non trovo corretta. Ho iniziato a fare qualche prototipo e una ricerca brevettuale per capire se era davvero un'idea nuova. I prototipi funzionavano, il brevetto era unico, c'era spazio per fare qualcosa di innovativo, siamo partiti».

 

Come è passato da una sua esigenza personale a un sistema che contempla diversi fattori come guaina, protezione, isolamento acustico e termico, durabilità…<

 

G. G. «È un di lavoro di gruppo. Nella mia carriera, ho avuto la fortuna di approfondire i lavori interdisciplinari e quindi mescolare problemi meccanici, chimici, fisici e così via. Nel nostro gruppo operano diversi ingeneri meccanici. Il nostro direttore tecnico è un ingegnere aeronautico perché sono tanti i problemi legati a ventilazione, condensazione e resistenza sui materiali. Come ingegnere elettrico io mi occupo di antenne, pannelli fotovoltaici, illuminazione. Alcuni costruttori edili ci hanno supportato con le loro esperienze in fase iniziale».

 

Ci spiega le caratteristiche di Puzzle Roof™, moduli che, come le tessere di un puzzle, s'incastrano e si fissano a una velocità straordinaria?

 

G. G. «Il modulo base ha una sua stratigrafia, con una parte a vista che può essere di legno, intonacabile o meno. Ha diversi strati di isolamento. Possiede una guaina, protettiva nei confronti di un'eventuale perdita, e una parte di ventilazione. Secondo le versioni, ha steli reggi tegola e/o coppo. Infine, c'è il cosiddetto "cavedio tecnico", spazio dove vengono alloggiati cavi e tubi quando ci sono impianti sulla parte superiore e/o su quella inferiore del tetto. Di solito noi arriviamo dopo che è stata montata la travatura. Abbiamo però anche installatori autorizzati e capaci di fare un tetto completo in tre giorni, contro le due settimane minimo di un tetto tradizionale».

 

Come è possibile una simile riduzione di tempi?

 

G. G. «I moduli possono essere strutturali, isolanti. Possono contenere nella parte superiore un'antenna, un pannello fotovoltaico, un solare termico. Nello stadio intermedio può esserci una finestra da tetto. Nella parte inferiore, soprattutto nel caso di un sottotetto abitabile, ci possono essere luci, casse acustiche e altri impianti. Tutte queste varianti sono già disposte in azienda. Sulla taratura del tetto noi posiamo i moduli già pronti: base, finestra, fotovoltaico, luci&media. Tra l'uno e l'altro, poniamo listini di guarnizione e tenute molto efficaci. I moduli hanno viti preinfilate, per cui basta solo l'avvitatore. Con il metodo tradizionale, per ottenere lo stesso risultato bisogna fare un primo stato di perline e occorre un giorno di lavoro. Poi, si fa lo strato isolante e si va avanti per una settimana. A questo punto si aspetta che arrivi l'elettricista per montare l'antenna, l'idraulico per posare il pannello solare termico, il serramentista per la finestra da tetto: prima, però, bisogna segare lo strato. Per tutte queste operazioni occorrono almeno due settimane, mai tre giorni. Attività che noi abbiamo spostato in fabbrica, dove la produttività è più elevata. Dove si lavora sempre, anche quando piove, e su tre turni. Tempi ridotti, dunque, e un montaggio semplice: questo è un altro dei plus di Puzzle Roof™, garantito dieci anni e protetto da brevetto internazionale. Tutto è ottimizzato e nessuno può alterarlo: il modulo è già pronto e sul tetto non c'è post lavorazione. Con PuzzleRoof™ si ottiene un tetto ventilato e traspirante. Ventilato perché c'è uno spazio che permette all'aria di passare sotto le tegole e di uscire sopra. Non si creano quindi muffe sotto le tegole e si smorza la temperatura che si crea sul tetto. Poi, è traspirante perché c'è uno strato che è come il goretex degli abiti: lascia passare il sudore ma non permette alla pioggia di entrare. Questo garantisce un tetto sano, secco che dura nel tempo. La guaina non è una nostra invenzione, altri già la usano sui tetti. La nostra innovazione è l'assemblaggio e la vendita di una soluzione semplice, efficace, finita e intercambiabile. Le nostre geometrie, infatti, sono fatte per essere sostituite nel tempo. Per esempio, i bambini crescono, la mansarda diventa una stanza in più e sono necessarie delle finestre da tetto? Basta sostituire alcuni moduli con quelli con la finestra».

 

Puzzle Roof™ è un assemblaggio di materiali. Come scegliete i vostri fornitori?

 

G. G. «Sono scelti tra i leader di mercato. A volte producono su nostro progetto. Vogliamo dare un livello prestazionale alto ed efficiente. Noi puntiamo a un mercato di nicchia che apprezza i vantaggi di un prodotto innovativo come il nostro. In Italia il mercato è ancora dominato dal fattore costo: il nostro non è un tetto economico. In base al tipo di prestazione termica che si desidera, si può scegliere tra tre modelli base: basso, medio e alto che è quasi la casa passiva. Nei prodotti della concorrenza il calore passa in breve tempo mentre nei nostri moduli, in base al modello, ci mette molto di più: nel modello intermedio, per esempio, impiega 8 ore a passare. Puzzle Roof™ rende uno spazio come la mansarda vivibile anche quando all'esterno ci sono 35 gradi, alle 11 di mattina, senza dover utilizzare l'aria condizionata».

 

Come distribuite Puzzle Roof™?

 

G. G. «Vendiamo a imprese, costruttori, architetti, geometri e clienti finali. Stiamo vagliando alcuni distributori in Lombardia e Veneto. Vendiamo a chi sta costruendo nuovi immobili, a chi sta facendo coperture e sopraelevazioni di edifici esistenti. Gli ampliamenti sono per noi ottime opportunità perché riusciamo a dare notevoli vantaggi dal punto di vista di comfort e d'impiantistica. Il nostro è un prodotto modulare. E, come tutto, ha i suoi vantaggi e svantaggi. In questo caso lo svantaggio sono i punti d'intersezione, sovrapposizione e frammentazione. Punti che si moltiplicano. Il nostro modulo è un metro per 60 centimetri e, rispetto a quelli più grandi, aumentano ovviamente le zone di contatto, sovrapposizione e intersezione. Perciò abbiamo sviluppato una tecnologia con guarnizioni che si comprimono del 300%. Guarnizione che garantisce una tenuta perfetta anche in accostamenti imperfetti. Quindi, è vero, abbiamo più giunzioni ma le nostre sono perfette. Ogni singolo elemento di Puzzle Roof™ è testato e certificato. Ci stiamo muovendo sulla strada delle certificazioni non tanto del prodotto ma dei vari aspetti che sono poi una parte del percorso di sviluppo».

 

Perché sul vostro portale c'è la frase in latino "le vere amicizie sono sempre eterne"?

 

G. G. «Perché siamo partiti come un gruppo di amici. Poi, perché vogliamo trasmettere ai nostri partner, fornitori e clienti, un messaggio di affidabilità nel tempo. L'approccio amichevole, di servizio, nei confronti delle persone per noi è fondamentale. Così come gli installatori troveranno sempre qui una scuola gratuita per capire le differenze tra un prodotto e un altro. Come gruppo imprenditoriale, abbiamo acquisito una cascina in campagna che sarà trasformata in un Living Lab nell'ambito di un progetto denominato Cellarengo 2020. Andremmo a implementare nella ristrutturazione dell'edificio delle tecnologie che saranno visibili a progettisti e installatori. Diventerà una sorta di laboratorio vivente e sede di corsi legati non solo all'edilizia. Vogliamo implementare, in un contesto tradizionale, la classica cascina di mattoni rossi con il fienile, una struttura che impieghi le migliori tecnologie disponibili, il tutto in modo non invasivo. Sarà una vera e propria scuola, pronta nel 2014. Il 2013 è l'anno della sua realizzazione e noi vogliamo che anche questa fase sia formativa. Intanto, questo autunno iniziamo con i corsi per geometri e architetti, aperti a tutti coloro che sono interessati alle nostre tecnologie».

 

Moduli che, come tessere di un puzzle, si montano su tetti che hanno almeno 12 gradi di pendenza. Il tetto a capanna è ideale. Moduli nati per necessità personali. Soluzioni semplici a un problema complicato che permettono un risparmio su materiale e mano d'opera dell'85%. Realizzati in Piemonte e in Valle d'Aosta, in due aziende dove lo spirito e il lavoro di gruppo sono imprescindibili. Dove, date le premesse e le teste, c'è da aspettarsi che presto nascano altre sorprendenti novità. Novità che ti fanno dire "grazie!". Grazie a chi, come Giuseppe Gianolio, ci permette di credere che l'Italia è, nonostante tutto, un paese innovativo, creativo, curioso, affidabile.